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Regolamento interno
REGOLAMENTO INTERNO PER IL FUNZIONAMENTO DELLA COMUNITA’ A DIMENSIONE FAMILIARE PER MINORI DESCRIZIONE DEL SERVIZIO E ORGANIZZAZIONE.
OGGETTO
1. La comunità a dimensione familiare per minori è una struttura residenziale che eroga prestazioni socio-educative per minori.
2. La comunità ha una capacità ricettiva massima di sei minori.
3. Il servizio è aperto 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno comprese le festività di ogni tipo.
FINALITA’ E OBIETTIVI
1. La struttura ha la finalità di fornire risposte alle esigenze del territorio perseguendo, in linea generale, l’obiettivo di accogliere minori per i quali la permanenza nella famiglia di origine sia temporaneamente impossibile, sulla base di provvedimento e/o intervento disposto dall’autorità giudiziaria, o dai servizi sociali del comune competente.
2. La struttura si propone, altresì, di perseguire i seguenti obiettivi specifici:
a) assicurare un ambiente idoneo al mantenimento e all’ educazione dei minori;
b) prevedere modalità di collegamento con il contesto sociale ed educativo del territorio attraverso l’uso dei servizi, infrastrutture, risorse ed opportunità esistenti;
c) adottare criteri che facilitino i rapporti familiari in vista di una possibile riunificazione familiare;
d) assicurare un approccio metodologico educativo coerente con le finalità dei progetti educativi individuali;
e) attuare uno stile educativo che favorisca l’autonomia personale del minore, il suo reinserimento sociale e la sua crescita formativa;
f) prevedere e garantire una relazione stabile e professionale tra minori e operatori.
UTENZA
1. Il servizio è rivolto a minori di età compresa fra 4 e 13 anni per i quali la permanenza nelle famiglie d’origine sia temporaneamente impossibile, accolti sulla base di provvedimento e/o intervento disposto dall’autorità giudiziaria o dai servizi sociali competenti per zona.
2. In casi eccezionali, e previa valutazione dell’èquipe e su indicazione del TPM o dei Servizi Sociali o in caso di accoglienza di gruppi fraternali è possibile accogliere minori di età appena inferiore ai 4 anni garantendo una figura educativa stabile di riferimento.
AMMISSIONI
Le ammissioni dei minori avvengono secondo le seguenti modalità:
a) tramite la richiesta scritta dei servizi sociali territorialmente competenti.
Regolamento interno per il funzionamento della comunità a dimensione familiare per minori
b) in regime di pronta accoglienza.
DIMISSIONI
Le dimissioni di un minore dalla struttura possono avvenire, secondo le seguenti procedure:
a) il PEI raggiunga la sua naturale conclusione;
b) sopraggiungano problematiche e/o condizioni, riguardanti il minore, incompatibili con le
finalità della struttura;
c) il minore non rispetti le regole della struttura, si renda protagonista di atti di violenza o di ripetute fughe.
NORME RELATIVE ALLA VITA COMUNITARIA
1. Le norme relative alla vita comunitaria sono regolate dalle indicazioni contenute nel “quaderno delle regole”, allegato al presente regolamento.
SOGGETTI COINVOLTI
1. Il servizio sociale competente per residenza del minore:
a) controlla e accerta la corretta esecuzione del servizio e l’esatto adempimento degli obblighi posti in capo al soggetto gestore;
b) verifica l’efficienza e l’efficacia del servizio;
c) valuta i risultati complessivi;
d) adempie alle azioni previste nella procedura di ammissione (successivamente riportate nel presente regolamento) relative alla presentazione della scheda informativa sul minore;
b) partecipa alle attività di monitoraggio del PEI presenziando alle riunioni periodiche, di norma ogni tre mesi, che si terranno presso la struttura e, comunque, ogni qualvolta se ne ravvisi la necessità.
SOGGETTO GESTORE
1. La Cooperativa Sociale che gestisce operativamente il servizio dovrà garantire l’erogazione di tutte le prestazioni previste nel capitolato. In particolare essa dovrà:
a) adottare il presente regolamento interno;
b) garantire progetti educativi individualizzati adeguati ai bisogni e alle condizioni dei minori accolti, con particolare riferimento all’obiettivo di ricerca di una successiva collocazione stabile;
c) organizzare il servizio secondo modalità che tengano conto delle fasce di età cui appartengono i minori accolti;
d) assicurare al minore un ambiente idoneo al suo mantenimento e alla sua educazione, prevedendo modalità di collegamento con il proprio contesto familiare e sociale;
e) adottare criteri e soluzioni che facilitino i rapporti familiari in vista di una possibile riunificazione familiare;
f) garantire la partecipazione del minore accolto e della relativa famiglia o del tutore al progetto generale del servizio e al progetto educativo individuale;
g) realizzare l’integrazione nel sistema di prestazioni e servizi sociali e socio-sanitari del territorio, favorendo la partecipazione alle iniziative ricreative e culturali del comune di residenza o di quello in cui è ubicato il servizio residenziale;
h) assicurare la presenza della seguente documentazione nel rispetto della normativa sulla privacy:
• progetto educativo generale del servizio;
• progetto educativo individualizzato e cartella personale, per ciascun minore accolto;
• documentazione di ingresso per ciascun minore con relazione sociale redatta da parte dei servizi sociali territoriali, eventuale relazione psicologica, scheda sanitaria, eventuali provvedimenti dell’autorità giudiziaria, documenti amministrativi ed anagrafici;
• documentazione inerente i rapporti con i servizi sociali territoriali e con l’autorità giudiziaria;
• registro delle entrate e uscite dei minori – registro delle visite ricevute dai minori in comunità;
• registro delle presenze del personale, con l’indicazione dei turni e delle relative mansioni;
• registro dei volontari;
• quaderno giornaliero delle consegne e delle informazioni tra operatori;
• tabella dietetica;
• autorizzazione al funzionamento.
RISORSE UMANE
RESPONSABILE DELLA STRUTTURA
1. E’ garante del pieno rispetto dei contenuti del presente regolamento, dei relativi allegati e attuando quanto di seguito descritto:
a) elaborazione della turnazione mensile sulle 24 ore con indicazione dei nominativi, da conservare all'interno della struttura;
b) trasmissione dei tabulati con le presenze degli operatori all’Ente gestore;
c) segnalazione del verificarsi di guasti al sistema antincendio, riscaldamento, energia elettrica, telefono e impianti vari agli uffici competenti;
d) sostegno della motivazione al lavoro degli operatori e della formazione del personale;
e) cura dei rapporti con i familiari, con i servizi territoriali e con l’Autorità giudiziaria;
f) coordinamento degli operatori, delle attività svolte e adozione degli strumenti idonei alla verifica dei programmi individuali;
g) cura dell’attuazione dei piani individualizzati ed è garante della qualità, della privacy, dell’assistenza e del benessere dei soggetti accolti;
h) coordinamento, pianificazione, organizzazione e controllo delle attività;
i) predisposizione della reperibilità telefonica per i casi d’urgenza sia nei confronti del gruppo di lavoro della struttura che nei confronti del servizio sociale;
j) convocazione del gruppo di indirizzo.
EDUCATORE PROFESSIONALE
1. Compiti.
L’educatore professionale svolge compiti educativi riguardanti la globalità della persona e del suo benessere psicofisico. Nello specifico:
a) interventi educativi di supporto e aiuto relativamente al progetto educativo individuale complessivo;
b) interventi di valorizzazione delle capacità e competenze sociali e di integrazione;
c) interventi educativi volti ad incentivare la formazione, guidando le scelte dei minori verso il rispetto delle effettive capacità individuali;
d) integrazione del Progetto Educativo Individualizzato con gli obiettivi educativi e scolastici perseguiti dagli insegnanti delle scuole frequentate;
e) accompagnamenti nelle varie attività socio-educative che richiedono uscite all’esterno;
f) supporto agli animatori sociali nel lavoro di cura primaria, la dove è previsto il loro intervento;
g) aggiornamenti e verifiche delle schede degli utenti in collaborazione con le altre figure di riferimento;
h) partecipazione agli incontri con le famiglie per la verifica dei progetti individuali;
i) partecipazione agli incontri con i servizi competenti per territorio che hanno in carico il minore;
j) partecipazione al lavoro di rete;
k) partecipazione all'èquipe.
ANIMATORE SOCIALE
1. Compiti.
L’animatore sociale svolge la propria attività avendo come obiettivo prioritario quello di potenziare le capacità di socializzazione del minore attraverso interventi personalizzati o di gruppo, interni o esterni alla struttura, sulla base di quanto indicato nel PEI. Nello specifico:
a) controllo delle autonomie di base della persona nelle attività quotidiane e di igiene personale;
b) collaborazione ad attività finalizzate al potenziamento delle capacità psico-fisiche;
c) collaborazione nelle attività di animazione per favorire la socializzazione, il recupero ed il mantenimento di capacità cognitive e manuali;
d) cura della pulizia e dell’igiene ambientale: cura, pulizia e manutenzione degli arredi, delle attrezzature, nonché conservazione degli stessi, riordino del materiale dopo l’assunzione dei pasti. Raccolta e smaltimento corretto dei rifiuti, sanificazione ambientale;
e) preparazione e ripartizione dei pasti;
f) osservazione e collaborazione alla rilevazione dei bisogni e delle condizioni di rischio/danno dell’utente;
g) identificazione e comunicazione di alcuni dei più comuni sintomi di allarme che l’utente può presentare;
h) rilevazione, segnalazione e comunicazione dei problemi generali e specifici relativi all’utente;
i) rapporto, con dinamiche relazionali appropriate, all’utente.
NORME FINALI
MODALITA’ DI TENUTA DELLA DOCUMENTAZIONE
1. La documentazione che afferisce agli ospiti della struttura è conservata in un apposito armadio chiuso a chiave.
2. La chiave è conservata in un luogo segreto e conosciuto solo dal personale della struttura.
VERIFICA REQUISITI DI FUNZIONAMENTO E DI QUALITA’
1. I requisiti di funzionamento e di qualità sono verificati e promossi dall’Ambito Territoriale e da ispezioni periodiche da parte della Procura minorile e Regione Campania.
PROCEDURA DI AMMISSIONE
Soggetti
1) Assistente Sociale
2) Responsabile Comunità.
Descrizione delle attività
Il responsabile della Comunità incontra, anche solo telefonicamente se non è possibile in altro modo, i servizi sociali competenti territorialmente in base alla residenza/domicilio del minore, al fine di raccogliere:
a) informazioni sul minore;
b) la scheda informativa sul minore;
La scheda informativa del minore contiene:
a) storia del minore e problematiche;
b) situazione familiare di partenza;
c) eventuale relazione dei servizi specialistici;
d) volontà del minore e della famiglia;
e) eventuali altri interventi educativi precedenti;
f) ipotesi sul percorso di inserimento, motivazioni dell’inserimento, obiettivi e tempi.
Documenti
1) Relazione Servizi Sociali.
2) Scheda informativa minore.
Raccolte tutte le informazioni il responsabile della struttura convoca l’èquipe che valuta la possibilità di inserimento tenendo conto:
a) della presenza dei requisiti necessari;
b) dell’impatto del minore sul gruppo già presente;
c) dell’esistenza di spazi di collaborazione con il minore;
d) della presenza di tutti i necessari accorgimenti per limitare gli aspetti più destrutturanti;
la responsabile della comunità comunica la decisione al servizio sociale richiedente l’inserimento.
Il responsabile della struttura, in caso di inserimento, predispone le azioni e i tempi di accoglienza con l’equipe della struttura e, successivamente, concorda con l’assistente sociale le modalità di inserimento.
PROCEDURA DI PRONTA ACCOGLIENZA
Soggetti – Descrizione attività - Documenti
1) Operatore della Comunità in turno.
2) Assistente Sociale.
3) Forze dell’ordine.
Il minore potrà usufruire della pronta accoglienza per un massimo di 15 giorni .
Questa procedura contempla due modalità di arrivo del minore in struttura:
a) il minore viene accompagnato dai Servizi Sociali, e l’Assistente Sociale che accompagna il minore rilascia alla Comunità un verbale di consegna che attesta l’avvenuto inserimento in struttura;
b) il minore viene accompagnato dalle forze dell’ordine che rilasciano un verbale di consegna.
L’operatore presente in Comunità fa entrare il minore espletando la funzione di prima accoglienza e contemporaneamente contatta il Responsabile della struttura e i servizi sociali territoriali.
Il responsabile della struttura comunica l’inserimento avvenuto a tutti i soggetti istituzionali.
PROCEDURA DI DIMISSIONI
Soggetti
1) T.P.M. competente.
2) Assistente Sociale.
3) Responsabile comunità.
Descrizione attività
Questa procedura ha per oggetto la dimissione del minore ospite della struttura, in questa fase sono contemplate diverse possibilità di dimissioni.
Le dimissioni avvengono:
a) su decisione dell’èquipe in caso di incompatibilità o di ripetute fughe;
b) nel caso in cui il minore viene dimesso per rientrare in famiglia;
c) nel caso in cui il minore viene dimesso per conclusione del progetto e raggiungimento dell’autonomia;
d) nel caso in cui il minore viene dimesso per essere trasferito in altra struttura;
e) nel caso in cui il minore viene dimesso per affidamento familiare o eterofamiliare consensuale;
f) nel caso in cui il minore viene dimesso per affidamento familiare o eterofamiliare giudiziario;
Il Responsabile della struttura comunica le dimissioni a tutti i soggetti istituzionali.
QUADERNO DELLE REGOLE
SVEGLIA
L’orario di sveglia è fissato per le ore 8.00, i minori che vanno a scuola hanno un orario individualizzato necessario a portare avanti le loro attività. Nel periodo di vacanza la sveglia è fissata per le ore 9.00. La domenica l’orario di sveglia è fissato per le ore 10.30.
SONNO
L’orario di andare a letto è fissato per le ore 21.30. Nel periodo di vacanza e il sabato l’orario è posticipato di 60 minuti.
ORARI PASTI
Gli orari dei pasti sono i seguenti:
• colazione ore 07.30/08.30
• pranzo ore 13.00/14.00
• merenda ore 16.00/17.00
• cena ore 20.00
Tali orari si modificano solo sulla base degli impegni dei bambini (scuola –corsi extracurriculari) e una volta stabiliti vanno rispettati.
COLLABORAZIONE DOMESTICA
Tutti i ragazzi e le ragazze di età superiore ai 12 anni collaborano nella gestione della casa:
• apparecchiatura, sparecchiatura e pulizia piatti;
• ordine del bagno;
• ordine della propria camere;
• ordine degli spazi comuni;
• pulizia della propria camera una volta a settimana.
OSPITI
Si possono ricevere ospiti solo nel pomeriggio dalle ore 17.00 alle ore 19.00 solamente dopo aver
studiato o dopo aver terminato le proprie attività. Gli ospiti dovranno fornire le loro generalità
personali e/o un documento di identità e verranno registrati nell’apposito registro dall’operatore in
turno. Gli ospiti possono solo accedere agli spazi comuni.
USCITE
I minori per l’espletamento di tutte le attività al di fuori del contesto comunitario, vengono accompagnati dall’educatore di turno in accordo con la responsabile.
Newsflash
Regolamento interno
REGOLAMENTO INTERNO PER IL FUNZIONAMENTO DELLA COMUNITA’ A DIMENSIONE FAMILIARE PER MINO....